Tifosi

La nostra zona dei tifosi

We are the Wolves!

Facciamola breve: l’HCP ha i migliori tifosi del mondo! Fin dalla nostra fondazione abbiamo appassionati che ci accompagnano e supportano nei nostri alti e bassi, nelle glorie e nei momenti bui. Nel nuovo stadio, con fanshop e la “loro” Rienzkurve, i tifosi dell’HC Val Pusteria hanno trovato la loro nuova casa. Siamo felici di avere dei tifosi così attivi ed appassionati!

Fanshop

Il Fanshop HCP é aperto durante le partite casalinghe dei Lupi e ogni giorno dalle ore 14 (recarsi al Bar Hockey). Per informazioni o spedizione: kirchler.patrick@gmail.com

 

Parrecchie offerte:

Per le ultime partite die Lupi al vecchio „Lungo Rienza“ abbiamo parrecchie offerte per voi, venite a dare un‘occhiata. Abbiamo anche prezzi speciali per “pacchetti” personalizzati.

Dal 20 settembre il fanshop dell’ HC Val Pusteria cambierà gestione. Tutti i nuovi articoli “ICE Hockey League” dell’ HCP verranno venduti all’ Arena Bruneck I Brunico tutti i dettagli compreso gli orari e l’ online-shop li troverete attualizzati qui.

Rufus – Figura culto e membro della famiglia

C’era una volta: la tana dei lupi

Da dove nasca la scelta dell’animale simbolo dell’ HC Val Pusteria (fu EV Bruneck) non vi è da nessuna parte traccia. Negli anni 60 e 70 la parola „Lupi“ non fu mai associata all’ hockey di Brunico. Solo alcuni media definivano la „tana dei lupi“ il freddo luogo lungo la Rienza dove venivano giocate le partite in casa della squadra giallonera. Fra questi media si pensa che sia stato proprio il famoso giornalista Brunicense Rodolfo Dolif a coniare per primo questo termine.

Il primo lupo

Correva l’ anno 1977 quando ad un certo punto, dal nulla, apparve un lupo disegnato a mano sulla maglia dell’EV Bruneck. In quel momento nacquero i „Lupi“. Ovviamente ci volle tempo prima che il termine si consolidasse nella scena hockeystica nazionale. Solo da fine anni 80 si cominciò a parlare dei „Lupi“. Ufficializzazione avvenne con il passaggio di denominazione da EV Bruneck a Lupi Senfter nell’anno 1999, per poi diventare la denominazione ufficiale con la nascita dell’ HC Val Pusteria (2001). Al giorno d’ oggi ogni bambino in Pusteria ed ogni buon appassionato di hockey sa chi sono i „Lupi“.

Alla ricerca della mascotte

Una volta definito il nome, bisognava anche scegliere una mascotte. Negli anni 90 capitò ogni tanto di vedere qualche primo tentativo scendere sul ghiaccio, ma fu con l’ introduzione dei Pre-game Show nella stagione 2004/05 che divenne impellente il definire la mascotte. All’ inizio si vide solo un piccolo lupo senza nome, fino quando nell’ anno 2008 si fece un referendum per trovare il nome.

Iniziò l’era di Rufus

Nel 2008 si votò per dare un nome alla mascotte dell’ HC Val Pusteria. Fra le varie proposte il nome Rufus apparve più volte e fu così che venne coniato il nome. Un nome di origine romana dal quale dal latino deriva anche il „Lupo Rosso“ (canis rufus).

Il rituale prima della partita

Fin dalla sua prima apparizione Rufus compie un rituale quando scende sul ghiaccio. La mascotte marchia il territorio ed indica al pubblico dove il puck dovrà entrare: alza la zampa e simbolicamente marca il bordo della porta avversaria. Una volta concluso il rito compie il giro del campo salutando i tifosi ed i giocatori di casa che salgono sul ghiaccio.

Episodio rilevante

Rufus ottenne popolarità a livello nazionale ed internazionale in occasione della semifinale playoff del 2010. Le immagini del giocatore dell’Asiago che, salito sul ghiaccio anticipatamente, ferma la mascotte intenta nel rituale di marcare la porta avversaria spingendola bruscamente a terra, crearono attriti fra le società, tifosi ed anche giocatori. Ovviamente le scuse ufficiali non tardarono ad arrivare e furono accettate da tutte le parti coinvolte. Ciò nonostante questo rimane un episodio rilevante della storia di Rufus.

Marchio registrato

Rufus è particolarmente amato dai più piccoli.
Nel fanshop dell’ HCP si trovano una vasta gamma di gadgets: portachiavi, peluches, cappellini e molto altro. Rufus non è più soltanto un cult, ma è parte integrante della famiglia HC Val Pusteria.

Rienzkurve (Curva Rienza)

Durante la calda estate 2021, la tifoseria di fede giallonera ha subito una riorganizzazione. L’ingresso nella ICE Hockey League e l’imminente trasferimento nella nuova “Arena Bruneck/Brunico” ha portato i responsabili dei Wolves 1896 e dei Brunecka Jungs all’istituzione di un’unica curva. Dopo un concorso online per la scelta del nome e svariate riunioni, finalmente è nata la Rienzkurve, punto di futuro riferimento per tutti i tifosi dell’HCP e fulcro del tifo casalingo per dare carica ai nostri lupi sul ghiaccio e al pubblico sugli spalti. La Rienzkurve puô essere seguita sui seguenti social o durante tutte le partite casalinghe dei lupi.

In queste cose crediamo

I fondatori della „Rienzkurve“ hanno elaborato un progetto comune:

  • Noi siamo la tifoseria del HC Pusteria! Noi siamo la: RIENZKURVE
  • Noi sosteniamo e rappresentiamo i Lupi pusteresi
  • La Rienzkurve è il ritrovo nostro e di tutti i fan che vogliono una certa atmosfera
  • Noi siamo per una cultura del tifo e hockeystica colorata, aperta e amichevole, sia in casa che in trasferta
  • Chiunque puó partecipare, anche in maniera attiva
  • Membri dei “Wolves 1896” e dei “Brunecka Jungs” gestiscono insieme la Rienzkurve
  • Organizziamo volentieri per tutti bandiere, coreografie e trasferte
  • Siamo apolitici e anti ogni discriminazione per l’ appartenenza a qualsiasi gruppo etnico e linguistico e questo lo pretendiamo da ogni amico lupo in curva, noi pensiamo e cantiamo in “GIALLO e NERO”
  • Siamo a disposizione di tutti i fan non appartenenti a fan club e diamo il benvenuto anche dei nuovi fan club

Il nostro scopo comune con tutti gli appassionati di hockey:

  • La Rienzkurve deve diventare una sorta di esperienza per ognuno.
  • La passione comune per i nostri Lupi e per l’ hockey deve emozionarci e trasformare la Curva in qualcosa di particolare.
  • La scintilla deve partire dalla Rienzkurve e trasformare l’ Arena Brunico in un inferno!
Curva Rienza Brunico Logo

La Storia del tifo a Brunico

Gli anni 60 e 70

Analogamente alle altre realtà hockeystiche in giro per il mondo, neanche a Brunico esisteva un tifo organizzato. Merchandise, bandiere, colori e tifo non esistevano. Durante questi due decenni si contestavano semplicemente le decisioni arbitrali o si cantavano incitamenti in sudtirolese, ma niente di più. La realtá dei fanclub era ancora lontana.

Gli anni 80

Tutto, o quasi, nasce da un’unica figura: Eberhart Gietl, più noto come lo Gsiesa. È stato il primo vero e proprio tifoso: sempre in maniche corte, nonostante le temperature artiche dell’aperto Lungorienza, camminava su e giù lungo la balaustra, invitando il pubblico a cantare “Bruuuuuneck Spitze”. Rapidamente è cresciuta la sua popolaritá, diventando un precursore dei capi curva, che ancora non esistevano. A metà anni ‘80 si è assistito a un primo tentativo di mettere in piedi un tifo organizzato. Werner “Stube” Stufferin, con suoi coetanei, si sono procurati bandiere e campane, iniziando quindi il tifo sulla tribuna sud.

Black Yellow Wolves

In uno dei periodi più difficili della storia della societá, dei giovani hanno fondato i Black Yellow Wolves, il primo vero e proprio fanclub dei Lupi. Lo stadio all’aperto stava per portare alla chiusura societaria, quando all’ultimo momento la giunta ha ratificato la costruzione del tetto. La prospettiva fin là peró ventilata aveva portato alla partenza dei migliori giocatori locali e non, iniziando la stagione con le partite casalinghe a Bressanone e con l’etichetta di giá retrocessi. Patza, Iul, Stube, Breidl e Tschüse sono quindi i padri fondatori del tifo organizzato a Brunico, un’entitá inesistente fino a quel momento e spesso considerata dalla gente propria per dei “fuori di testa”.

Ci sono stati poi anni in tribuna sud, guerre in Alpenliga, lotte per la permanenza in serie A e anni carichi di passione. Ci sono state le prime trasferte, uguale se con destinazione Vienna, Klagenfurt o Rosenheim. Con tanto buon umore sono state strette amicizie in giro e così il nome Black Yellow Wolves è diventato internazionale.

Il periodo buio

Siamo a fine anni ‘90, la squadra retrocede in A2 nel 2001 e la scena del tifo si dissolve. Il procedere faticoso e le querele hanno gettato nello sconforto i tifosi per più di 3 anni. Le poche partite di un certo interesse finivano spesso in pesanti sconfitte dei Lupi, mettendo a dura prova la dedizione dei tifosi.

Il nuovo inizio

La risalita in seria A, dopo il lungo purgatorio, ha portato un nuovo nome e nuove energie, pur non cambiando la dirigenza. Il primo passo è stato lo spostamento sulla più adatta tribuna nord. Il nome Wolves 1896 è stato proposto da Elmar Gasser, storico componente dei BYW, in quanto, secondo la sua versione, l’ultimo lupo selvatico in Val Pusteria è stato ucciso proprio nel 1896, precisamente a Braies. Se ció sia storia o leggenda non si sa con esattezza, ma poco importa in effetti. Con una grande carica, addirittura maggiore di quella degli anni ‘90, la nuova tifoseria è stata subito accolta da società, squadra e pubblico. Lo stadio aveva finalmente ripreso vita, sempre più giovani affollavano la tribuna a bordo ghiaccio.

Recentemente si sono aggiunti ai Wolves 1896 i Brunecka Jungs. Questi due fanclub hanno comunemente fondato la Rienzkurve. Con quest’ultima iniziativa comincia, non solo per la societá, ma anche per tutti i tifosi pluridecennali, una nuova era.

Il successo

Dal 2003 l’HC Val Pusteria (fu EV Bruneck) seppe conquistarsi la fiducia ed entrò così nella storia della popolazione pusterese. L’HCP diventò un marchio cult e con lui anche i „Wolves 1896“. In pochi anni la tifoseria incrementò vertiginosamente, ce l’avevamo fatta. Il duro lavoro con la fede e la speranza di vedere le tribune piene ed un caloroso supporto alla squadra aveva dato i suoi frutti. Ormai è da quasi 20 anni che i „Wolves 1896“ trainano il tifo dalla tribuna nord. Da qualche anno si é aggregato un altro Gruppo di sostenitori nel settore: i “Brunecker Jungs”. “Lupi e ragazzi” insieme sono il cuore pulsante dell’HCP, die suoi giocatori e dell’hockey su ghiaccio pusterese.