Hockeyclub Val Pusteria
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Fanclub

I „WOLVES 1896“ si presentano

Il Fanclub dell’HC Val Pusteria porta il nome „Wolves 1896“ dal 2003 ed è ormai ben conosciuto nel panorama hockeystico italiano. L’organizzazione di tifo organizzato (non registrata) ha lo scopo di creare atmosmera fra gli appassionati tifosi nello stadio sventolando i colori e supportando i Lupi a squarciagola. I „Wolves 1896“ contano circa 200 iscritti all’anno, coordinati da una decina di persone, i quali come volontariato e con grande dedizione, si occupano del materiale, dei soci, delle varie informazioni e dell’organizzazione delle trasferte.
La direzione, ovviamente, ha anche il compito di dirigere i cori per il supporto della squadra. Di fondamentale importanza per il fanclub è il rispetto per i tifosi di tutte le altre squadre. Questo sempre, sia che si tratti di trasferte che di partite in casa.
I „Wolves 1896“ occupano la storica tribuna nord dello stadio, a ridosso del ghiaccio e dei giocatori.

Gli anni 60 e 70

Come per tutti gli altri stadi del mondo, anche a Brunico non esisteva un tifo organizzato.
Merchandise, bandiere, colori e tifo non esistevano. Negli anni 60 e 70 al massimo venivano contestate decisioni arbitrali o cantato il tipico incitamento sudtirolese „Haut' se, haut' se auf die Schnauze“. Fanclub o attive realtà di tifo non esistevano.

Gli anni 80

Nacque un pó tutto da un unico uomo: Eberhard Gietl, meglio conosciuto come „Der Gsieser“.
Fu lui il primo vero tifoso: sempre con la maglietta a manica corta, anche con le temperature artiche dello stadio all’aperto lungo la Rienza, camminava lungo la balaustra a bordo campo incitando il pubblico a cantare „Bruuuuneck Spitze“. Divenne famoso in breve tempo e fu così il precursore dei capi della curva quando ancora non esistevano. A metà degli anni 80 ci fu un primo tentativo di mettere in piedi un tifo organizzato. Werner „Stube“ Stufferin ed i suoi coetanei si procurarono bandiere e campane creando così un movimento nella tribuna sud.

La nascita dei „Black Yellow Wolves“

In uno dei periodi più difficili della storia della società, dei ragazzi (ai tempi ancora giovani) fondarono i „Black Yellow Wolves“, il primo vero Fanclub dei Lupi.
Con una struttura all’aperto, la società rischiava la chiusura ma all’ultimo momento la giunta diede l’ok per far costruire il tetto allo stadio. All’inizio, con quella funesta prospettiva, i migliori giocatori locali e stranieri lasciarono la società in fretta e furia e fu così che giocatori e „B.Y.W.“ iniziarono la stagione con le partite in casa giocate a Bressanone e con una squadra etichettata da retrocessione. Patrick Kirchler (Patza), Ivan Oberhauser, Werner Stufferin (Stube), Ivan Braidotti e Stefan Marchetti (Tschüse) sono stati i padri fondatori del tifo organizzato a Brunico, realtà inesistente fino a quel momento e dalla gente spesso considerata cosa da „fuori di testa“.
Seguirono anni sulla tribuna sud, guerre nella Alpenliga, lotte per la sopravvivenza nella Serie-A e tanta passione in quello che si faceva. Furono organizzate le prime trasferte, indifferente se a Vienna, Klagenfurt o Rosenheim. Sempre di buon umore furono strette amicizie ed il nome Black-Yellow-Wolves divenne internazionale.

Il periodo buio

Alla fine degli anni 90 e con la retrocessione dalla Serie-A nel 2001, il tifo si dissolse. L’affaticamento nell’andare avanti e le querele crearono sconforto fra i tifosi per più di 3 anni. Le poche partite più interessanti finivano la maggior parte delle volte con clamorose sconfitte per i Lupi e la dedizione dei fans fu messa a dura prova.

Il nuovo inizio

La risalita in Serie-A dopo l’estenuante pausa portò con se un nuovo nome e nuove energie pur rimanendo sotto la stessa dirigenza. Per prima cosa ci si spostò nella più adatta tribuna nord. Il nome „Wolves1896“ venne proposto da Elmar Gasser, storico componente die “B.Y.W“. La sua versione è che in Val Pusteria, precisamente a Prags, nell’anno 1896 fu ucciso l’ultimo lupo selvatico. Se questo corrisponde a verità non si sa con esattezza, ma questo poco importa. Con ancora più voglia di fare rispetto agli anni 90, la nuova tifoseria fu subito accolta ed accettata dalla società, dai giocatori e dai tifosi. Finalmente lo stadio aveva rispreso vita e sempre più giovani affollavano la tribuna a bordo campo.

Il successo

Dal 2003 l’HC Val Pusteria (fu EV Bruneck) seppe conquistarsi la fiducia ed entrò così nella storia della popolazione pusterese. L’HCP diventò un marchio cult e con lui anche i „Wolves 1896“. In pochi anni la tifoseria incrementò vertiginosamente, ce l’avevamo fatta. Il duro lavoro con la fede e la speranza di vedere le tribune piene ed un caloroso supporto alla squadra aveva dato i suoi frutti. Ormai è da 10 anni che i „Wolves 1896“ trainano il tifo dalla tribuna nord. Sono il cuore pulsante dell’HCP, die suoi giocatori e dell’hockey su ghiaccio pusterese.