Roman Erlacher – 12 anni presidente 110 %: GRAZIE

Brunico, estate 1999: con il tracollo dell’ imprenditore Paul Horvat, la “Sportivi Ghiaccio” di Brunico entra in una crisi finanziaria, cosa che era presagibile da anni e ormai inevitabile.
Dal punto di vista sportivo la squadra finisce all’ 8° posto (su 9 squadre) e 14° in Alpenliga ( su 16), e dopo una stagione alquanto caotica peró riesce ad entrare nei play off. Il settore giovanile conta circa 80 ragazzi tra cui diversi talenti, peró la squadra senior non costituisce un modello per i più giovani.
La conseguenza è questa: i giocatori devono aspettare molto prima di poter ricevere lo stipendio, i fornitori  smettono di effettuare le consegne, di conseguenza le banche, con cui la SG Brunico era indebitata, si innervosiscono.
Poi entra in scena un uomo, che da un paio d’ anni era il coordinatore delle giovanili: Roman Erlacher, ex sciatore e alberghiere di San Vigilio di Marebbe. Anche in questa difficile situazione si è assunto da solo la responsabilità. Affronta la richiesta dell’amministrazione comunale, dei molti pattinatori e si impegna a non lasciar fallire i “Lupi” Pusteresi. Dopo aver siglato la collaborazione con uno dei più grandi sponsor dell’ hockey nella valle, Franz Senfter, Roman Erlacher si lascia convincere e diviene presidente ad interim della SGB.

 

Brunico, estate 2006: per sette anni Erlacher e i suoi pochi collaboratori lavorano al risanamento della società. Nel frattempo i Lupi cambiano nome e diventano HC Val Pusteria e si assiste a una retrocessione volontaria e a qualche amara sconfitta. La situazione economica della società inizia a consolidarsi, ma è ancora presto per parlare di una “luce in fondo al tunnel”. Difficile risanare, ma essere anche all’ altezza a livello sportivo. Durante il periodo in seconda divisione sono appena 300 gli spettatori che giungono allo stadio Lungorienza. Roman, pur di guidare la società è costretto a improvvisarsi speaker o addetto alla panca puniti.
Per diversi anni infatti, si sente fortemente nell’aria la dedizione del team, guidato da Roman Erlacher, ancora personalmente garante per tutto. Nessun altro in Val Pusteria aveva ottenuto maggior fiducia tra creditori e banche. La società inizia poi a lavorare in favore della costruzione di un immagine per la squadra, cosa che nel giro di poco, ha portato i suoi frutti.

Brunico, estate 2008: incredibile ma vero – un euforia grandissima accompagna i “Lupi” durante quei anni. Il Val Pusteria puó contare su molti nuovi fan, nuovi simpatizzanti, ma anche sponsor e cosí finalmente arriva il passo piú importante per la struttura della societá: la fondazione della s.r.l.! Roman Erlacher riesce a dare cosí un futuro all’ hockey pusterese, ma il prezzo é alto: debiti e garanzie bancarie della vecchia societá “Sportivi Ghiaccio” se le tiene lui, che ha piú di tutti gli altri, creduto in questo progetto.

Brunico, estate 2011: il primo mandato come presidente della HC Pustertal S.r.l  sta volgendo al termine. Il debito tributario dei difficili anni passati si rivela essere una cifra molto elevata e, ancora una volta, la responsabilità è ricaduta su una persona sola. (Troppo) Spesso infatti durante i primi anni in carica non c’erano i soldi per adempiere agli obblighi fiscali, poiché sullo Stadio alla Rienza incombeva ancora la minaccia del fallimento.
Dal punto di vista sportivo arrivano i primi successi: prima Coppa Italia, semifinale 2009 e 2010, e finale di campionato 2011. Finanziariamente, è sufficiente ricordare che sono trascorsi tre anni senza subire perdite â€“ “mission (quasi) impossbile” per una societá nell’ hockey italiano. Sono molti coloro i quali hanno potuto trarne beneficio:  gli sponsor considerano i “Lupi” un buon veicolo pubblicitario, i fan affollano in massa lo stadio, giocatori e fornitori sono pagati puntualmente, il settore giovanile ha oltre 200 ragazzi e ragazze in attivo. I 12 anni di impegno  in carica hanno sicuramente segnato Roman Erlacher, ma lo hanno  anche ripagato – finalmente.

Brunico, 23/9/2011: finisce un’ era. Roman Erlacher passa il testimone della presidenza a Andreas Leitner. Ha detto: “Non c’è niente di meglio che cedere una società in buona salute. L’HC Val Pusteria S.r.l è senza debiti, anche la prossima stagione per i Lupi Fiat Professional è assicurata.” Un uomo come lui sicuramente non lascia il campo a cuor leggero ma il problema imposte della stagione scorsa, con tutte le conseguenze, ha lasciato il segno. Il conseguente supporto è stato ed è ancora molto grande, ma non può mitigare le delusioni.
Per la prima volta dopo 12 anni l’hockey di Brunico è in grado di supplire alla partenza di Erlacher. Accelerare il processo di risanamento, creare una struttura giovane e ambiziosa e contemporaneamente guadagnare la promozione dalla Serie B (2003) fino in Finale di Serie A (2011) – questi sono i capolavori dell’uomo di San Vigilio.

E poiché Roman Erlacher rimarrà comunque una figura importante nel consiglio della società, la speranza è di trasformare, prima o poi, le lacrime di delusione di Gara 6 contro l’Asiago, in lacrime di gioia. O per il titolo o per uno stadio nuovo: Roman è artefice di gran parte di ciò e della storia dell’ hockey pusterese…

HC Val Pusteria S.r.l sceglie Andreas Leitner come nuovo presidente

Solamente due giorni dopo la vittoria della Supercoppa  si è tenuta l’assemblea generale dei Lupi Fiat Professional. L’HC Val Pusteria S.r.l ha approvato l’ultimo bilancio e ha eletto il consiglio direttivo dei prossimi anni. Il consiglio ha poi eletto il successore di Roman Erlacher, che non si è più candidato alla presidenza. Sono stati perciò eletti presidente Andreas Leitner e vice presidenti Andreas Mariner e Ivo Pezzei (nuovo).
Con grande gioia Roman Erlacher può finalmente parlare di una situazione finanziaria stabile e di una squadra che può combattere di nuovo in prima linea. “Cedo una struttura sana e con ottimi collaboratori. È perciò un buon momento per ritirarsi.”
Questa è la nuova dirigenza sportiva dei Lupi: Ivo Pezzei, Andreas Leitner, Andreas Mariner, Patrick Kirchler, René Mutschlechner, Roman Erlacher, Roland Obermair, Ivan Oberhauser, Alex Obojes