Wölfe Newsletter Nr. 12 vom 27.03.2008

Nun ist sie also Geschichte für die "Wölfe", die Saison 2007/08! Das erneute Viertelfinal-Aus gegen den selben Gegner wie 2007 (Ritten), brachte mehr zufriedene als enttäuschte Gesichter im Rienzstadion.
In jedem Fall müssen sich die Verantwortlichen der sportlichen Leitung die eine oder andere unglückliche Enttscheidung in Sachen Ausländerverpflichtungen ankreiden lassen, genauso wie man aber feststellen musste, dass auch das Team selbst sein Potential nicht ausreichend abrufen konnte.
Zu viele Spiele, und vor Allem im heimischen Hexenkessel Rienzstadion, wurden nicht nur "vergeigt", sondern auch in spielerischer Hinsicht wurde nur Magerkost serviert. Just in einer Phase, als die Fans hoffen durften dass sich die Mannschaft gefunden hatte (2 unvergessene Auswärtssiege in Pontebba und Cortina), wurde beim Heimsieg gegen Ritten Zdenek Sedlak schwer verletzt.

Von Mitte Jänner an war Jens Hellgren gezwungen alle Kräfte zu bündeln, der HCP schaffte es sogar bis zum letzten Spieltag im Rennen für das Traumziel "Masterround" (4. Platz) zu bleiben. Jedoch hatte diese Phase viel Kraft gekostet, ohne Sedlak und einem Hauch weniger Motivation ging es in die Quali-Runde. Dort bedeutete im engen Feld die eine oder andere unnötige Niederlage plötzlich den 8. Rang.
Der Kassier des HCP und von Ritten Sport konnten sich ob des "Loses" die Hände reiben, brachte die Paarung doch den Wunschgegner für beide Teams.
Weniger begeisternd die sportlichen Prognosen: 1. gegen 8. im Viertelfinale gilt gemeinhin als sichere Angelegenheit, in der Hinrunde schafften die "Wölfe" gerademal 2 Punkte aus 4 Matches gegen den Rivalen vom Hochplateau.
Dennoch reisten nicht weniger als 700 (in Worten: siebenhundert!) Pusterer Eishockeyfans auf den Ritten, um die Sensation herbeizuschreien. Das 1:4, das am Ende stand, bestrafte Mair & Co. zu hart: über weite Strecken gaben die Pusterer einen mehr als ebenbürtigen Gegner ab, und die Hoffnung auf ein erfolgreiches Abschneiden in Spiel 2 und im weiteren Playoff wuchs.

Das "Spiel 2" dieser "Best-of-5"-Serie hatte es in sich: 2.300 Zuseher im Rienzstadion sahen ein kampfbetontes Match, das überschattet wurde von der abermaligen schweren Verletzung des gerade erst genesenen Sedlak. Ein Trümmerbruch nach einem Zusammenprall mit Rittens Schlüsselspieler Tuzzolino sorgte nicht nur für das Saisonende für den Hoffnungsträger, sondern auch für Tumulte rund um die Bande und die Spielerbank von Ritten. Der HCP wurde in der Folge wegen der Gegenstände die auf das Eis flogen hart bestraft, es sollte der einzige Zwischenfall im stets vollen Rienzstadion sein.
Angepeilt wurde in erster Linie ein Sieg aus den ersten 3 Matches, um ein weiteres Heimspiel im Rienzstadion, und damit eine grosse Einnahme für den Verein zu erreichen. Dies sollte beim zweiten Aufeinandertreffen unbedingt gelingen: in einem hochdramatischen Finish erzielte Mike Jarmuth, für viele der beste HCP-Crack 2007/08, in der Schlussminute den vielumjubelten Ausgleich, und zwang Ritten somit in die Verlängerung. Das Rienzstadion bebte förmlich, jedoch zollten Bona & Co. dem Schlussspurt Tribut, und musste nach 4 Minuten "Overtime" den Gegentreffer zum 3:4 hinnehmen.
Nur noch die Optimisten in Schwarz-Gelb wollten nun noch an das 2. Heimspiel glauben, trotzdem folgte immerhin noch etwa 300 "Wölfe"-Fans dem Team auf den Ritten, wo im Rahmen der enttäuschenden Kulisse von 1.000 Zuschauern die HCP-"Auferstehung" folgte!!! Wiederum zeigte sich Jarmuth für den "Lucky Punch" verantwortlich, und das in der Verlängerung. Kurz zuvor folgte nur 10 Sekunden nach Bona's 2:1 Dan Tudin's Antwort zum Ausgleich. Dramaturgie pur auf dem Ritten, die eine weitere Steigerung der ohnehin schon grenzenlosen Eishockey-Euphorie bedeutete.

Im 4. Match, das in ersten Linie von der phantastischen Stimmung und der Spannung lebte, gingen beide Teams konditionell gemeinsam „unter“. Ritten behielt nach großartigem Kampf der „Wölfe“ mit 2:1 die Oberhand. Gegen Spielende gingen dem HCP die Kräfte komplett aus. Die Mannschaft wurde nach dem Spiel noch einmal mit Standing Ovations gefeiert, eine spontane „Party“ auf dem Eis mit Fans beider Teams und der HCP-Cracks sorgte für einen überaus versöhnlichen Saisonausklang.

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È storia la stagione 2007/08 per i “Lupi”!
La rinnovata sconfitta contro lo stesso avversario della scorsa stagione (Renon) ha reso i fan dello stadio Lungorienza più soddisfatti che delusi.
Ciononostante la dirigenza sportiva si è dovuta addossare le decisioni sfortunate in materia di ingaggi stranieri, come anche il fatto che la squadra non è riuscita a esprimere tutto il proprio potenziale.
Troppi incontri, e soprattutto nello stadio di casa al Lungorienza, non solo sono stati persi malamente, ma facendo riferimento ai giocatori, hanno offerto ben poco. Proprio nella fase in cui i fan potevano aspettarsi il meglio dalla propria squadra, che finalmente aveva preso la strada giusta (2 indimenticabili vittorie in trasferta contro il Pontebba e il Cortina), Zdenek Sedlak ha subito un grave infortunio durante la partita in casa (vinta) contro il Renon.

Da metà gennaio in poi, Jens Hellgren è stato costretto a concentrare tutte le forze e infatti l’HCP ce è riuscito a rimanere in gara per il Masterround fino all’ultimo giorno. Tuttavia questa fase è costata molte energie e senza Sedlak e con un po’ di motivazione in meno si è finiti nel girone delle qualificazioni. Lì tra molta competizione e qualche evitabile sconfitta si è capitolati all’8° posto.
Nonostante non fosse il piazzamento che ci si augurava a inizio campionato, la squadra avversaria per i quarti di finale era quella che tutti si auguravano: il Renon.
Il pronostico entusiasmava pochi: la 1° contro 8° nei quarti di finale normalmente significa un affare certo. Nel girone d’andata i “Lupi” erano riusciti a guadagnare solamente 2 punti nei 4 incontri disputati contro i rivali dell’altopiano.
Ciononostante non meno di 700 fan pusteresi hanno seguito la loro squadra a Renon per supportare i propri campioni. Il risultato finale di 1:4 ha comunque castigato troppo Mair & Co che hanno disputato un grande incontro, dando del filo da torcere agli avversari e facendo aumentare la speranza di una possibile vittoria successiva e magari una qualificazione ai play off.

La gara 2 dei “Best of 5” aveva tutte le premesse giuste: 2300 spettatori hanno assistito a un incontro molto combattuto in cui però aleggiava l’ombra di un altro grave infortunio del ormai guarito Sedlak. Il violento scontro contro il giocatore chiave del Renon Tuzzolino non ha comportato solamente la fine della stagione per il nostro “portatore di speranza” Sedlak, ma anche tumulti tra il pubblico e contro la panchina avversaria. In seguito a tali vicende l’HCP è stato pesantemente sanzionato a causa del lancio di oggetti sul ghiaccio e ci si augura che questo episodio rimarrà isolato.
Lo scopo principale era di arrivare a vincere almeno una partita delle prime tre, per poterne giocare un’altra allo stadio di Brunico. Questo doveva succedere assolutamente in gara 2: in una conclusione ricca di suspense Mike Jarmuth, ritenuto da molti il miglior giocatore dell’HCP della stagione 2007/08, ha realizzato all’ultimo minuto il goal del pareggio, e ha costretto così il Renon ai supplementari. Lo stadio era in delirio, e Bona & Co hanno resistito 4 minuti in overtime prima di subire il goal della sconfitta per 4:3.
Solo i più ottimisti potevano ormai sperare nella seconda partita in casa, ma nonostante ciò 300 tifosi giallo neri hanno seguito la squadra a Renon, dove davanti a solamente 1000 spettatori i Lupi riuscirono nell’impresa. Nuovamente Jarmuth si dimostrò essere la pedina fondamentale, il “Lucky Punch”. Poco prima c’era stato il goal di Bona del 2:1. Poi il pareggio di Tudin. Tante emozioni che hanno contribuito ad aumentare la già sfrenata euforia per l’hockey in valle.

Nel 4° incontro, caratterizzato da un’atmosfera fantastica e dalle emozioni, entrambe le squadre hanno subito un calo. Il Renon dopo una grandiosa battaglia contro i “Lupi” ha ottenuto il vantaggio di 2:1. Verso la fine dell’incontro all’HCP sono mancate completamente le forze.
Dopo la partita la squadra è stata salutata da diversi minuti di standing ovation e festeggiata da tutti i suoi fan sul ghiaccio in una sorta di party improvvisato che si è rivelato il modo migliore per chiudere la stagione.

sep Saisonausklang

Einen überaus tollen Saisonausklang gab es nach dem Viertelfinal-KO der "Wölfe" gegen Ritten.
Die Serie-A-Cracks des HCP stellten sich der Herausforderung gegen die "besten Fans der Liga" und stellten sich mutig dem Vergleich! Der Fanklub "Wolves 1896" stellte eine Auswahl aus mehr oder minder erfahrenen Cracks zusammen, wie zum Beispiel dem Spartak-Goalie "Poppy" Treffer, "Trommler" Braidl, Fanklub-Frontmann Amme DeLorenzo oder "Senior" Gert Steger.
Die Teams wurden zwecks Ausgeglichenheit bunt gemischt, als Feldspieler "glänzten" Joaquin Gage und Dominique Ploner. Das Tor wurde von Christian Mair, Patrick Bona und Brent Gauvreau gehütet, die ihre Sache überraschend gut machten.
Das Spiel wurde von Schiri Adduono umsichtig geleitet, schon allein einige "Einlagen" von Gage waren den Spass wert.
Über das Endresultat wird bis dato noch diskutiert, auffällig dass gar einige Serie-A-"Wölfe" konditionsbedingt vorzeitig aufgeben mussten :-)

Im Bild einige der HCP-Cracks mit der Hockeyauswahl des fanklubs "WOLVES 1896"!

C’è stata una bella conclusione di stagione dopo il KO nei quarti di finale contro il Renon. Le stelle della serie A dell’ HCP hanno affrontato i “migliori fan della Lega” in un’amichevole. Il “Fanclub Wolves 1896” ha schierato una formazione di più o meno esperti giocatori, come per esempio il portiere degli Spartak “Poppy” Treffer, il “tamburiere” Braidl, il frontman del fan club Amme De Lorenzo o il “Senior” Gert Steger.
Le squadre sono state appositamente in modo da renderle equilibrate. Come giocatori sul campo hanno brillato Joaquin Gage e Dominique Ploner; la porta è stata invece difesa da Christian Mair, Patrick Bona e Brent Gauvreau, che se la sono cavata molto bene.
Il match è stato arbitrato da Jeremy Adduono con molta cautela, già solamente alcune “azioni” di Gage sono risultate molto… divertenti.
Riguardo al risultato se ne discute ancora adesso, da notare che alcuni Lupi della serie A si sono ritirati prima della fine dell’incontro per “problemi di forma fisica!” :-]

Nella foto alcune stelle dell’HCP con i giocatori del fan club “WOLVES 1896

sep

Das Rienzstadion - "Millerntor"-Flair am Bachdamm ...

Man kann es ruhig vergleichen: Was das Fußball-Kultstadion "Millerntor" auf St. Pauli in Hamburg ist, das ist im Südtiroler Eishockey das "Rienzstadion" in Bruneck! Ob Meran ("Meinhardstraße" /Meranarena), Bozen (Messehalle/Palaonda) oder Ritten (Eisring): In den wichtigen Hockeyorten wurden Stadionneubauten errichtet und die Traditionsstätten mussten zuletzt weichen.
Anders in Bruneck, wo heute noch Tribünen, Bar, Umkleidekabinen und viele andere "Reliquien" aus der "guten, alten Zeit" ihren Dienst tun!
Vor allem dieses traditionelle Eishockeyflair macht das Rienzstadion zur "historisch gewachsenen" Kultstätte.
Müßig erscheint es, die unzähligen denkwürdigen Schlachten, tollen Siege, bitteren Niederlagen und harten Matches aufzuzählen.
Der "Eisplatz", wie früher einfach gesagt wurde, kann auf eine überaus wechselvolle und umstrittene Vergangenheit zurückblicken. Wenn man chronologische Rückschau hält , kann man erahnen, wie viel Arbeit unzählige Helfer und Arbeiter in die Anlage steckten - und immer noch stecken. Denn in einem vergleichsweise alten Stadion gibt es immer etwas zu "richten", aber die Athleten und Besucher finden trotz allem gute Verhältnisse vor.

Nach den ersten Jahren ohne Tribünen, dafür aber mit "Tante Rosas Hütte", wurde 1958 der Trakt Richtung Rienzufer errichtet. Für lange Zeit sollte diese Einrichtung ausreichen, die Tribünen waren stets gut gefüllt und durch die Unterkellerung der Anlage fanden die Athleten ausreichend Platz und Komfort. Der Hydraulikermeister und damalige "Eismeister" erzählt: "Mit der Unterkellerung waren wir sogar unter den Wasserspiegel der Rienz geraten! Alles verlief dennoch ohne Zwischenfälle." Die Eispräparierung erfolgte zweckmäßig: ein "normales" Auto mit einer abenteuerlichen Konstruktion aus Wassertank und Teppich, der nachgezogen wurde. In den Drittelpausen reinigten Zuschauer und Funktionäre mit breiten Schneeschiebern den Platz, sogar Präsident Dr. Lüfter war sich nicht zu schade, als "Eismeister" auszuhelfen!


Die Bartribüne im Jahr 1975 - tribuna bar anno 1975

Die nächste Zeitrechnung wurde 1970 eingeläutet: der Bau der Kunsteisanlage! "Wimmo" Brunner: "Wie immer waren alle Termine eng gestaffelt. Im ganzen Herbst wurde Beton gegossen, wie befürchtet gefror dieser viel zu früh und die Arbeiten stockten so sehr, dass die ganze Saison in Gefahr war!" Im Dezember sollte die Serie B beginnen, mit viel Angst vor finanziellem und sportlichem Schaden halfen viele ehrenamtliche Handwerker mit. Am 2. Jänner 1971 wurde das "Kunsteisstadion" offiziell eingeweiht. Die Vorgeschichte dazu war allemal mühsam: Das Nationale Olympische Komitee unterstützte Stadionbauten und sicherte dem Verein einen Beitrag von 80 Millionen Lire (ca. 41.000 €) zu. "Der damalige Bürgermeister Ghedina glaubte uns diese unglaubliche Summe für lange Zeit nicht, und wir mussten mehrmals nach Rom fahren, um die Unterstützung schriftlich zu haben!", berichtet Brunner. Bei Gesamtkosten von 120 Millionen Lire (ca. 62.000 €) war der Bau somit relativ billig. Nicht nur der Maschinenraum mit der neuen Eisfläche wurde gebaut - auch die Tribüne und der Bar-Trakt wurden auf die heutige Größe erweitert. Weiters entstand die Südtribüne, eine Eisenkonstruktion, die bis 1996 blieb und ein Fassungsvermögen von fast 1.000 Zuschauern hatte.
Überhaupt scheiden sich die Geister oftmals, wenn über das Fassungsvermögen des Rienzstadions diskutiert wird! Seit der Erweiterung Anfang der 70er kann man von einem "ausverkauften Haus" sprechen, wenn etwa 1.600 Zuschauer kommen. Öfters durfte sich der EVB-Kassier schon über mehr als 2.000 Fans freuen. Sitzplätze waren immer schon "tabu" in Bruneck.
Im Herbst 1976 wurde die erste elektronische Uhr installiert sowie zum ersten Mal ein hauptamtlicher Eismeister eingestellt. Grund dafür war die Austragung der "Giochi della Gioventú" (Spiele der Jugend - eine ehemals große nationale Veranstaltung), die man aufgrund der großen Erfolge des Jugendsektors in Bruneck ausrichten durfte.

Der nächste "Akt" begann schon 1981: Schon in diesem Jahr befand der damalige Präsident Schmidhammer, dass eine Überdachung der Anlage unerlässlich für eine erfolgreiche Tätigkeit des EV Bruneck sei. Ein Projekt wurde angekündigt! Was bis zur Eröffnung der Halle im November 1991 alles passierte, würde allein ein Buch füllen.
Abgesagte Spiele, reihenweise Rücktritte entnervter Funktionäre des Vereins, politische Machtspiele und unzählige Gemeindeversammlungen mit ebenso dutzenden Abstimmungen ...
In der letzten Phase, als die Auflösung des Vereins oder zumindest der Zwangsabstieg in die Serie B bevorstand, ging es vor allem darum: Sollte ein Neubau einer Eishalle an anderer Stelle errichtet werden, oder sollte die Überdachung am alten (umstrittenen) Standort erfolgen? Trotz Parkplatzproblemen, dezentraler Lage und schwerer Verkehrsanbindung musste der EVB für das "Dachl" plädieren, denn wegen der vielen bürokratischen Hürden drängte die Zeit!
Der "Dachl"-Bau an sich wurde bereits bei Baubeginn als Übergangslösung bezeichnet, davon waren die Gemeindeväter und auch die damalige Eishockeybewegung im Pustertal überzeugt ...
Für einige Jahre blieb das Stadion gleich; immer noch mussten sämtliche Mannschaften mit den alten Kabinen auskommen. Mit dem Bau des Südtraktes im Sommer 1996 wurden vor allem die Betreuer und Athleten "erlöst"; die Platznot wurde behoben. Die Eisentribüne hatte ausgedient, der Trakt mit etwa derselben Zuschauerkapazität wie vorher entspricht den heutigen Anforderungen.
Die Banden und Lichtanlage wurde 2005 erneuert, die alten Eisentribünen bieten inzwischen etwa 300 Fans hinter dem Tor Platz. Der Verein sorgte zusammen mit der “Reiperting” (inzwischen Stadionverwalterin) für übersichtliche Werbebanden und ein freundliches Gesamtbild. Das wichtigste Detail: die die tickende (Umwelt-)Bombe, die Ammoniak-Anlage aus den 70ern, wurde endlich gegen neue Stromaggregate getauscht.
Die Aufzählung der Baumaßnahmen beweist: Es wurde viel "gebastelt" in den fast 50 Jahren. Man konnte und kann das Rienzstadion nie als modern und zeitgemäß bezeichnen - allerdings auch nicht als überholt und untauglich!
Um das Stadion in Schuss zu halten, bedurfte es immer schon der Arbeitskraft vieler Idealisten sowie der finanziellen Unterstützung der Gemeinde.
So ist und bleibt das "Stadion an der Rienz" eine Kultstätte - das "Millerntor" Südtirols eben ...


Die Bartribüne im Jahr 2008 - tribuna bar anno 2008

Si può tranquillamente paragonare lo stadio simbolo del calcio, il “Millerntor” di St. Pauli (Amburgo) allo stadio “Lungorienza” di Brunico, simbolo dell’ hockey in Alto Adige. Gli stadi di Merano, Bolzano o Renon sono sicuramente più recenti e più moderni ma mancano della tradizione che invece c’è a Brunico, dove ci sono ancora le tribune, il bar e gli spogliatoi dei “bei vecchi tempi” che fanno ancora il loro dovere.
Il “campo da ghiaccio”, come veniva prima chiamato, vanta una lunga storia di ristrutturazioni e ampliamenti apportati da innumerevoli aiutanti e collaboratori.
Nei primi periodi non esistevano ancora le tribune che furono però “arrangiate” nel 1958. Sempre in questo periodo il ghiaccio veniva preparato grazie a una normale automobile che trascinava un tappeto e spargeva l’acqua da una tanica. Durante gli intervalli alcuni spettatori e addetti pulivano il ghiaccio con le pale da neve, e anche il presidente Lüfter si dava il suo da fare!
Nel 1970 si iniziò a discutere dell’installazione del ghiaccio artificiale. Ci furono diversi problemi nella realizzazione che rischiarono anche di compromettere l’imminente inizio di stagione. Il 2 gennaio 1971 riuscirono però a inaugurare lo stadio con il ghiaccio artificiale.
Il comitato olimpico nazionale finanziò, dopo molte sollecitazioni, le spese di ingrandimento. Con tale contributo si costruì la stanza per le macchine e la nuova superficie di ghiaccio e anche le tribune e il bar raggiunsero l’attuale dimensione. Venne inoltre costruita la tribuna sud che consentì allo stadio di raggiungere la capacità di 1500 spettatori, e tale rimase fino al 1996. Già però dagli ampliamenti degli anni 70 lo stadio arrivò ad ospitare 1600 persone. Spesso accadde comunque che il numero di fan superò le 2000 unità. Di posti a sedere non se ne discusse mai.
Nel 1976 venne istallato il primo orologio elettronico. Nel 1982 si cominciò a parlare della copertura dello stadio e venne anche presentato un progetto. Ciò che accadde fino all’effettiva copertura, avvenuta nel 1991, potrebbe riempire un intero libro. Nell’ultima fase si discusse se riedificare lo stadio in un altro luogo o se continuare i lavori su quello già esistente. Nonostante i problemi di posteggio, la posizione decentrata e i problemi di traffico, l’ SGB si vide costretta a optare per il tetto a causa di ostacoli burocratici che avrebbero rallentato troppo i tempi.
Con la costruzione della parte sud, nel 1996, furono accontentati soprattutto giocatori e assistenti, venne risolto il problema di posto negli spogliatoi.  
Nel 2005 furono rimodernati l’impianto luce e le balaustre e posizionate dietro la porta le vecchie tribune di metallo che ora offrono circa altri 300. l’associazione cercò anche di dare allo stadio un aspetto più “amichevole” appendendo un nuovo sistema per i cartelloni pubblicitari.
In quasi 50 anni è stato fatto e costruito molto. Non si potrà mai dire che lo stadio di Brunico sia moderno e all’avanguardia, ma neanche inservibile e superato. Per mantenere la struttura in buone condizioni è necessario un continuo apporto di modifiche come anche di aiuti finanziari dal comune.

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HC Pustertal Junior mit gelungener Saison!

Der Jugendsektor des HCP kann auf eine erfolgreiche Saison 2007/2008 zurückblicken.

Das Team der U19 erreichte das Halbfinale der 2. Division, schied dort jedoch unglücklich gegen Varese aus. (Siegtor für Varese 18 sek. vor Schluss im entscheidenden 3. Spiel der Serie)
Im Spiel um Platz 3 behielten die jungen Wölfe gegen Valpellice die Oberhand.
Die Spieler Casanova Stua Martin, Lukas Tauber und Michael Hainz wurden zudem in die italienische Nationalmannschaft für die U18-Weltmeisterschaft in Riga(Lettland) vom 02.-08. April 2008 einberufen.

Die U14 (3 Linien) hat durch einen 2. Platz im Endklassement das Finalturnier zur Italienmeisterschaft in Pergine erreicht.

Die U14 (2 Linien) hat den 3. Platz in der Provinzialmeisterschaft belegt.

Die U12 hat sich über das Viertelfinalturnier in Cortina und Halbfinalturnier in Bruneck für das Italienmeisterschafts-Finalturnier in Sterzing (05./06. April 2008) qualifiziert. Dort geht es gegen die Teams aus Ritten, Eppan und Auer um den Italienmeistertitel.

HC Pusteria Junior conclude una buona stagione

Il settore giovanile dell’ HCP può mettere in archivio la stagione di successo 2007/08.
La squadra U19 ha raggiunto la semifinale in 2° divisione dove però ha subito la sconfitta contro il Varese (la marcatura della vittoria del Varese è arrivata a 18 sec dalla fine dell’ultimo decisivo drittel).
Nell’incontro per il terzo posto i giovani Lupi hanno ottenuto il vantaggio contro il Valpellice.
I giocatori Casanova Martin, Lukas Tauber e Michael Hainz sono stati convocati in nazionale per i mondiali U18 che si terranno in Lettonia dal 2 all’8 aprile.

La U14 (3 linee) ha raggiunto il 2° posto nella finale del campionato italiano a Pergine.

La U14 (2 linee) si è posizionata al 3° posto nel campionato provinciale.

La U12 si è qualificata nei quarti di finale a Cortina e nelle semifinali a Brunico per le finali del campionato italiano a Vipiteno (5/6 aprile 2008). Si sfideranno per il titolo il Renon, l’Appiano e l’Ora.

 

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www.hcpustertal.com